Nato il 15 agosto 1938 a Settefonti di Ozzano dell’Emilia, Bruno Raspanti è un artista che ha saputo trasformare materiali umili in opere d’arte cariche di poesia e significato. La sua formazione presso l’Istituto d’Arte di Bologna, sotto la guida di Quinto Ghermandi, e all’Accademia di Belle Arti di Bologna con Umberto Mastroianni, ha forgiato un percorso artistico unico. Dopo aver insegnato in vari istituti d’arte ad Ancona, Modena e Bologna, ha proseguito la sua carriera accademica all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Dal 1956, Raspanti ha esposto le sue opere in numerose mostre personali e collettive, ricevendo riconoscimenti per la sua capacità di fondere cultura alta e bassa, creando “teatrini della memoria” che evocano sogni solidificati.
Le sue sculture, realizzate con materiali come terracotta, legno e bronzo, spesso incorporano oggetti quotidiani, trasformandoli in simboli di una narrazione universale. La sua arte invita lo spettatore a esplorare le profondità dell’esperienza umana, attraverso opere che sono al contempo intime e universali.
” Io considero le mie sculture e i miei disegni come cellule di un unico corpo. Nel mio studio sono circondato dalle cose e non le vedo quasi più singolarmente, ma come parte di un tutto unico.”
Tra di loro ci sono dei continui rimandi, continue conversazioni, continui litigi, continue interrogazioni. Mentre lavoro cerco sempre ” l’errore ” significante perchè conosco la norma.
Amo i lavori manuali ; fare un tavolo, piantare un chiodo, tagliare il legno, ecc. Considero queste operazioni come pause tranquille e necessarie, come momento in cui la mente riposa. Dimenticare per qualche ora l’ossessione per l’arte, tornare alla normalità.
Cerco di mantenere uno sguardo vergine nel vedere l’invisibile. L’invisibile è tutto ciò che continuamente guardiamo senza vederlo. Spero vivamente di aver conservato la sapienza e la cultura necessaria a continuare a far vivere il bambino che è in me. Quando questo finirà…sarà la fine. ”
Nato il 15 agosto 1938 a Settefonti di Ozzano dell’Emilia, Bruno Raspanti è un artista che ha saputo trasformare materiali umili in opere d’arte cariche di poesia e significato. La sua formazione presso l’Istituto d’Arte di Bologna, sotto la guida di Quinto Ghermandi, e all’Accademia di Belle Arti di Bologna con Umberto Mastroianni, ha forgiato un percorso artistico unico. Dopo aver insegnato in vari istituti d’arte ad Ancona, Modena e Bologna, ha proseguito la sua carriera accademica all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Dal 1956, Raspanti ha esposto le sue opere in numerose mostre personali e collettive, ricevendo riconoscimenti per la sua capacità di fondere cultura alta e bassa, creando “teatrini della memoria” che evocano sogni solidificati.
Le sue sculture, realizzate con materiali come terracotta, legno e bronzo, spesso incorporano oggetti quotidiani, trasformandoli in simboli di una narrazione universale. La sua arte invita lo spettatore a esplorare le profondità dell’esperienza umana, attraverso opere che sono al contempo intime e universali.
” Io considero le mie sculture e i miei disegni come cellule di un unico corpo. Nel mio studio sono circondato dalle cose e non le vedo quasi più singolarmente, ma come parte di un tutto unico.”
Tra di loro ci sono dei continui rimandi, continue conversazioni, continui litigi, continue interrogazioni. Mentre lavoro cerco sempre ” l’errore ” significante perchè conosco la norma.
Amo i lavori manuali ; fare un tavolo, piantare un chiodo, tagliare il legno, ecc. Considero queste operazioni come pause tranquille e necessarie, come momento in cui la mente riposa. Dimenticare per qualche ora l’ossessione per l’arte, tornare alla normalità.
Cerco di mantenere uno sguardo vergine nel vedere l’invisibile. L’invisibile è tutto ciò che continuamente guardiamo senza vederlo. Spero vivamente di aver conservato la sapienza e la cultura necessaria a continuare a far vivere il bambino che è in me. Quando questo finirà…sarà la fine. ”