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Altri sentieri 1985

Nel 1985 le opere scultoree di Bruno Raspanti sono scelte dalla commissione critica formata da Adriano Baccilieri, Enrico Crispolti e Claudio Spadoni per la XXIXa edizione del Premio Campigna intitolato “Tempo e Identità – 1. Memorie e Sedimenti” che si svolge a Forlì e a Santa Sofia di Romagna, per poi essere di nuovo presenti, l’anno successivo, ad un’altra importante rassegna che si tiene a Castel San Pietro Terme dal titolo “Scultura, sculture, scultori. Tendenze in Emilia-Romagna” la quale, per la cura di Adriano Baccilieri, “poneva in primo luogo il problema di una corretta lettura dei percorsi e delle singole esperienze della scultura emiliana nel secolo”.

Nel 1987 partecipa al “IX Concorso Nazionale d’Arte Antica Città di Predappio”, e, l’anno successivo, al “Premio Internazionale di Pittura, Scultura e Arte Elettronica Guglielmo Marconi”, a Bologna, in cui espone una terracotta.

Nello stesso anno si segnala la sua partecipazione alla rassegna-concorso “‘Bassorilievo’. immagine-memoria. Castel San Pietro e l’Università 1338-1988” organizzata nella città emiliana e curata da Adriano Baccilieri il quale, a catalogo, precisa come l’opera dello scultore sia pertinente rispetto al tema del concorso: “allo studio, e ad una disciplina aristocratica e persa nella notte dei tempi, come l’astrologia, è ispirato il lavoro di […] Raspanti: […] si apre, come la volta stellata, nell’aurea proporzione dell’arco a tutto sesto, il bassorilievo di Raspanti lasciando trapelare solo qualche suggestione di segno e di tono, quasi alludendo – nella sua rarefatta, intensa astrazione – ad un cielo sognato, arso e perduto”.

Sul finire del 1988, l’artista bolognese accetta l’invito, da parte della galleria d’arte imolese L’incontro, ad esporre insieme a un altro noto concittadino, Concetto Pozzati. A proposito della mostra, curata da Adriano Baccilieri e intitolata “Fiori & Fiori”, scrive Paolo Dal Monte: “Era la prima volta che i due artisti bolognesi, amici da decenni, esponevano insieme: il connubio si è rivelato assai fertile e stimolante sia per la complementarietà della coppia che per il livello qualitativo delle opere esposte. […] Bruno Raspanti, per la prima volta a Imola, ha presentato una serie di sculture in terracotta bicromica, ove il motivo ornamentale del glicine riconduce al tema della mostra. Si pensa alla leggerezza idealizzata da Calvino nelle sue Lezioni americane, ma anche a certe sculture di Melotti, che appaiono tanto più che vere quanto meno realistiche. Frutto di un’intuizione poetica, miscela di passione e di distacco, toccano sia il cuore che l’intelletto, limpide e misteriose insieme. Raspanti contrappone alla modellazione, atto specifico della scultura, la modulazione, atto che avvicina la scultura all’architettura e alla musica”.